IL FARMACO EQUIVALENTE - Footer texto + bullets

Per circa 20 anni i farmaci cosiddetti originatori possono essere prodotti e commercializzati in regime di monopolio dall’azienda che li ha scoperti e prodotti per prima. Solo allo scadere della copertura brevettuale si può iniziare a sviluppare un medicinale equivalente (detto anche generico).

 

I farmaci equivalenti hanno per legge un prezzo di almeno il 20% inferiore rispetto ai farmaci di riferimento. Questo perché l’azienda produttrice del farmaco equivalente, a differenza di quella responsabile del medicinale di riferimento, non ha dovuto sostenere i costi di ricerca e sviluppo nella fase di studio del prodotto e di immissione sul mercato.

 

Per essere tali, i farmaci equivalenti devono avere:

  • Stesso numero di unità per confezione del medicinale cui corrispondono.

  • Stesse forme farmaceutiche (capsule, gocce, ecc.)

  • Stessi dosaggi

  • Stesse modalità d’uso

  • Stesse indicazioni terapeutiche

La garanzia che un farmaco sia equivalente rispetto a quello di riferimento è fornita dalle Agenzie del Farmaco Europee, che operano secondo precisi criteri internazionali, uguali per tutta Europa. In Italia, qualità, efficacia e sicurezza sono garantiti dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che verifica che i farmaci equivalenti siano efficaci, di elevata qualità, con un grado di purezza e di inalterabilità nel tempo pari ai farmaci ‘di marca’.